GIOVANNI SGAMBATI

La Bellezza Dimenticata

IL PROGETTO:

[M°FIORE – SONZOGNO – NUOVA CAMERISTICA]


Giovanni Sgambati morì il 14 Dicembre del 1914 a Roma, oramai più di cento anni fa. Fu, più di tutto, un uomo del suo tempo, un musicista completo ed attivo in tutti i campi della vita musicale e sociale. Fu un talentuoso pianista, un arguto e coraggioso compositore di musica strumentale e un attivo direttore d'orchestra. Durante la sua carriera ricoprì la carica di Direttore del Quintetto di Corte della Regina Margherita e fu uno dei fondatori dell'embrionale conservatorio di Santa Cecilia. Fu il direttore d'orchestra della prima esecuzione italiana dell'Eroica e della SettimanSinfonia di Beethoven e della prima esecuzione della Dante Symphonie di Liszt. Fu parte integrante, come compositore, della società musicale europea, noto fu il suo rapporto di studio e d'amicizia con Franz Liszt e Richard Wagner, i quali promossero le sue composizioni anche all'estero (celebre è la lettera di Wagner all'editore Schott per raccomandare i due quintetti del compositore italiano).
IL PROGETTO “Sgambati” inizia i primi mesi del 2014 con lo studio dei manoscritti del compositore da parte del Maestro Fiore alla Biblioteca Casanatense, dove risiede il 90% del fondo bibliografico del Compositore.
Durante le ricerche, durate vari mesi, sul fondo, sugli archivi archivi e sui cataloghi
musicali si è evinta l'esistenza di un manoscritto di Sgambati, mai portato integralmente alle stampe ne alla pubblicazione discografica.
Il brano in questione è il “Nonetto per Archi” composto nel 1866, due anni dopo il
primo Quartetto del 1864. Quattro anni dopo l'incontro con Liszt.
Il lavoro di revisione del brano, probabilmente mai revisionato dal compositore, ha richiesto un lungo periodo di analisi del lavoro. Il brano con una struttura ritmica ed armonica complessa ed ardita, lascia trasparire un'idea formale non strutturata, che si unisce all'invenzione melodica ed ad una coraggiosa impostazione armonica di alcuni passaggi. Nella sua scrittura traspaiono le esperienze del giovane Sgambati, l'influenza dell'innovazione della musica di Liszt ma anche della scuola italiana dell'invenzione melodica e del contrappunto.
La realizzazione del progetto è stata possibile anche grazie alla figura del M°Umberto Oliveti, responsabile della Nuova Cameristica di Milano nonché violinista della stessa, che ha contribuito all'analisi e alla realizzazione della partitura; in questo modo si è arrivati alla stesura definitiva della prima edizione critica del brano, che da oggi è edita dalla storica Casa Musicale Sonzogno.
Medesimo percorso è stato compiuto per il Cantabile per Archi, anch'esso revisionato e curato dal M°Fiore e edito dalla Casa Musicale Sonzogno.